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About the Project

OR NOT 6 – Sara Magni

Più vera di ogni finzione. Più autentica della realtà  che rappresenta. Testimonianza di vita, senza alcuna pretesa di realismo.

Or Not 6 è dedicato a Sara Magni e alla sua fotografia. Un’artista che ama manipolare la realtà  per costruire un altro piano di esistenza, dando la percezione allo spettatore di essere in presenza di situazioni conosciute e quotidiane, ma sottilmente modificate e perturbanti.

Questo ci racconta Silvia Bottani mentre spazia fra i temi topici dell’artista: il contrasto fra realtà  e finzione, il dinamismo fra locale e globale, con un elemento narrativo sempre costante, di scatti che ci inducono a cucire un racconto a ciascun personaggio delle fotografie. E poi il ciclo di Amleto – poteva forse mancare su Or Not? – dove una moltitudine di Amleti e Ofelie testimoniano lo smarrimento di fronte al baratro della perdita, fino a una desolata, quanto dignitosa solitudine.

L’arte della fotografia oggi è complessa: chi di noi non ha una macchina fotografica? Eppure non siamo tutti artisti. L’intervista di Gianluca Mercadante a Sara Magni disegna un quadro affascinante del lavoro dell’artista e della sua ricerca nell’uso della fotografia. Mentre Katia Ceccarelli ci regala un racconto suggestivo ed emozionante – Polvere di satellite – dedicato alla serie Spectacular Time di Sara Magni.

Infine, Rossella Locatelli ci porta alla scoperta dei paesaggi urbani fotografati dall’artista, una serie di vere e proprie epifanie all’interno delle nostre città  contemporanee:metropoli sfuggenti, periferie desolate, luoghi in cui nulla è innocente. Sara Magni fotografa i fantasmi delle città  contemporanee che ci lasciano sospesi fra domande inquietanti: cosa è accaduto? Chi vive dentro quel palazzo sullo sfondo? Che strada hanno percorso quella donna o quella bambina per arrivare fin lì?

 

P.s. Ogni rivista è unica per materiali, impaginazione, caratteri scelti insieme all’artista.
In questo numero è stata utilizzata una carta patinata per rendere al meglio i colori delle foto di Sara; la grafica è rigorosa e ordinata, ma attraverso un gioco di box e approfondimenti rende fluida la lettura, sulla falsariga delle migliori riviste di fotografia internazionali, cui l’artista si è ispirata per ideare il suo art book.

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